Pasticciando con l’arte! Gioca e impara con noi

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I MUSEI CIVICI MADONNA DEL PARTO ENTRANO NELLE VOSTRE CASE CON IDEE, LABORATORI E TANTO ALTRO!

Qui di seguito il materiale scaricabile e dal quale prendere ispirazione per lavoretti a casa, da fare da soli o con l’aiuto di mamma e papà!

 

DA COLORARE

Madonna del Parto-Affresco intero: Scarica qui

Federico da Montefeltro: Scarica qui

 

LA MADONNA DEL PARTO FATTA CON LA PASTA DI SALE

Ecco la procedura:
Fase 1: Stampate e ritagliate la figura della Madonna del Parto che preferite che trovate qui sopra, sezione “DA  COLORARE”
Fase 2: Mescola 150 g di sale, 140 g di farina e 90 ml di acqua fino ad ottenere una pasta soffice, con una consistenza tale che la pasta non si attacchi alle mani. Se è troppo appiccicosa aggiungi un po’ di farina ma con cautela per evitare che la forma che creerai si sbricioli una volta cotta

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Fase 3: Spiana la pasta con un mattarello o con le dita e mettete la figura della Madonna stampata sopra la pasta. Come nella foto, delicatamente, aiutandovi con le mani e qualcosa di tagliente, staccate la figura.

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Fase 4: Riscaldate il forno a 120 °C, posa le tue creazioni sulla carta forno, metti la pasta nel forno e cuoci per due ore circa.
Fase 5: Dipingi con il colore e decora!
Date sfogo alla vostra fantasia e realizzate quello che preferite!

Il nostro esempio lo trovi qui

 

LA MADONNA DEL PARTO IN 3D

Ideale per la Festa della Mamma

Munitevi di cartoncino, colori, forbici e colla e seguiteci!

Per prima cosa, stampate e colorate l’immagine che trovate nella sezione “DA  COLORARE”

Disegnate un rettangolo alto 1 cm ai piedi della Madonna e dei due Angeli (Fig. 1)

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Facendovi aiutare da un adulto, ritagliate accuratamente le figure, creando due immagini distinte: la Madonna e i due angeli che reggono il tendaggio.
Ora prendete un cartoncino del colore che preferite e ritagliate 4 striscioline: 2 di 1X4 cm e 2 di 1X6 cm (fig. 2). Come mostrato in figura, ogni strisciolina ha un bordo di un 1 cm.
Piegate le 4 striscioline come si vede nella fig. 3, in corrispondenza delle parti tratteggiate.

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(Fig. 4) Prendete un foglio A3, piegatelo con precisione in due parti e riapritelo. In corrispondenza della piegatura centrale, come si vede nella figura, incollate la base dell’immagine della Madonna, distante 2 cm dalla linea tratteggiata. A 4 cm dalla stessa linea incollate le due basi degli Angeli.

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Prendete adesso le due striscioline più corte, ben piegate e incollatele come mostrato nella figura 5. State attenti in questa procedura perché la colla va messa esattamente dove ci sono le parti tratteggiate!
Piegate di nuovo il foglio a metà, per incollare, e riaprite (fig.6)
Ripetete lo stesso procedimento utilizzando le striscioline più lunghe per i due Angeli laterali.
Il nostro biglietto tridimensionale è finito ma non dimenticatevi di aggiungere una dedica per le vostre mamme nella facciata del nostro foglio piegato!! (fig. 7).
Per la tenda usate lo stesso procedimento.

Se avete bisogno di aiuto non esitate a scriverci e buon lavoro!

Nostro risultato finale qui

LA PROSPETTIVA (prima parte)

Qui affrontiamo un tema un po’ più complicato , magari fatevi aiutare dai vostri genitori: la famosa prospettiva del nostro famoso maestro Piero della Francesca
La prospettiva gioca il fondamentale ruolo di creare l’illusione della profondità su immagini altrimenti piatte come quelle dei disegni.
Le regole fondamentali sono 3:
• All’altezza dell’osservatore c’è una linea di orizzonte; per capire meglio, mettiamo la matita all’altezza dei nostri occhi e immaginiamo di disegnare una linea davanti a noi.
Ecco la linea di orizzonte.
• Su questa linea esiste un punto di fuga che indica la posizione dell’osservatore rispetto alla linea.
• Tutte le linee che in natura sono parallele tra loro, nella visione tendono a convergere nel punto di fuga.
Per esempio, se siamo davanti ad un viale alberato o ad una strada piena di edifici e guardiamo in lontananza, possiamo osservare come gli alberi/ edifici ad inizio strada ci sembrano più grandi e quelli più lontani sempre più piccoli man mano che guardiamo più avanti.
In realtà, se andiamo avanti per la nostra strada e non ci fermiamo, gli alberi/ edifici non cambiano altezza e le linee rimangono parallele.
Per capire meglio questa tecnica ed esercitarvi un po’ QUI  , troverete la scheda  e QUI una seconda scheda con solo le linee essenziali.
Adesso tocca a voi, mi raccomando, attenzione a rispettare le regole prospettiche!

AGUZZIAMO LA VISTA!

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Siete pronti ad aguzzare la vista?
Vi proponiamo due opere di Piero della Francesca: Il Polittico della Misericordia, conservato al Museo Civico di Sansepolcro, e la nostra Madonna del Parto.

Indagando e cercando nei due dipinti possiamo trovare alcuni particolari curiosi!

Cerchiamoli insieme:
Polittico della Misericordia: (guarda immagine dell’opera completa)
1. L’uomo incappucciato: rappresentante della Confraternita della Misericordia, nata con lo scopo di assistere i malati.
2. Autoritratto di Piero della Francesca: nella predella centrale della Madonna.
3. Le frecce: il personaggio è San Sebastiano, militare romano, martire per aver sostenuto la fede cristiana
4. Simbolo dei committenti: il simbolo della Confraternita della Misericordia, committente dell’opera.

Madonna del Parto: (guarda immagine dell’opera completa)
1. Melograno: simbolo di fertilità e abbondanza
2. Calzari rossi
3. Calzari verdi
4. Finestrelle: aperture dei vestiti utilizzate per rendere visibile la camicia sottostante e per gestire l’aumento o riduzione della taglia (ad esempio durante una gravidanza)

Le foto del Polittico della Misericordia sono nel sito del Museo Civico di Sansepolcro: http://www.museocivicosansepolcro.it/

 

IL MERCANTE CECCO

Oggi parliamo del Museo delle Bilance, in particolare delle unità di misura!
L’unita’ di misura principale di peso è il chilogrammo, all’incirca pari al peso di un litro di acqua distillata alla temperatura di 4 gradi centigradi. Prima della sua diffusione nel XIX secolo le unità di misura del peso variavano da stato a stato, da provincia a provincia, addirittura da paese a paese e questo comportava difficoltà nei commerci e nel calcolo dei dazi. Già nel Settecento in alcuni stati tra i quali il Granducato di Toscana era iniziata l’unificazione del sistema metrico proprio con lo scopo di semplificare le cose.
Il nostro museo conserva una rara copia delle “Tavole di Ragguaglio”, volute dal Granduca Pietro Leopoldo per uniformare le misure nel granducato.
Oggi vogliamo farvi fare un salto nel passato, attraverso un gioco che facciamo con le scuole che visitano il Museo delle Bilance! L’attività prevede anche l’utilizzo di antiche stadere a libbra, ma intanto possiamo esercitarci con la mente a pensare come un mercante del passato

Leggete QUI  e QUI  la storia del mercante Cecco e aiutatelo a fare un po’ di calcoli: ha bisogno assolutamente del vostro aiuto!

 

LA PROSPETTIVA (seconda parte)

Ciao bimbi, dopo una pausa ritorniamo alla prospettiva.
Vi proponiamo un nuovo esercizio: andate fuori, concentratevi e mettetevi davanti alla vostra casa come i nostri 2 piccoli amici nella scheda didattica.

Ora, partendo dalle fondamenta, osservate attentamente e costruite piano piano la vostra casa unendo tutti i puntini in modo corretto come è nella realtà! Alcune parti della casa le vedrete ma altre no.
Trovate la scheda di esercitazione QUI e la scheda con la soluzione QUI

Una volta uniti tutti i puntini, abbellite la vostra casa aggiungendo balconi, finestre, porta, fiori, quello che preferite e naturalmente colorate!

LA MODA AI TEMPI DI PIERO (prima parte)

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Oggi grazie all’affresco della Madonna del Parto parliamo di moda, in epoca rinascimentale!
All’epoca gli artisti ritraevano la realtà che li circondava, ciò che vedevano e la gente vestita al modo che gli era familiare. Quindi, grazie ai dipinti, gli storici hanno potuto conoscere e studiare le vesti dell’epoca, per ogni classe sociale.

La nostra attività prevede il disegno di una bambolina di carta, perfettamente vestita come la nostra Madonna del Parto, cioè come una dama del ‘400!

La “gamurra” (Fig.1) è l’elemento base dell’abbigliamento femminile: più o meno ricca a seconda delle classi sociali, si presenta lunga fino ai piedi, stretta sotto il seno e in vita mentre è larga nella lunghezza.

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Fig. 1

Le maniche, spesso a sbuffo, fino agli inizi del ‘400 erano attaccate alla veste, ma ben presto diventarono staccabili e legate alle spalle mediante lacci o nastri. Inoltre, per rendere più comoda la vestibilità, compaiono sempre più frequentemente ulteriori aperture, collocate in particolare al gomito e sotto le ascelle, che facevano intravedere il bianco della camicia sotto la gamurra.

Se guardiamo attentamente la nostra Madonna del Parto queste “finestrelle” (così venivano chiamate) le possiamo notare, non solo sotto le braccia e sulle maniche, ma anche sul davanti. In caso di gravidanza infatti la veste si poteva stringere e allargare e in questo caso dall’apertura Piero mette in evidenza ancora meglio il miracolo della futura nascita.

Il Rinascimento è il secolo delle profonde differenze fra ceti sociali e gerarchie anche per le acconciature (Fig. 2)

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Fig. 2

Le donne sposate popolane usavano bendare i lunghi capelli arrotolati, generalmente, in due torciglioni successivamente annodati all’estremità del capo o dietro il collo. Le donne nobili invece potevano sbizzarrirsi con acconciature più complicate, grazie all’utilizzo di accessori come cuffie, veli, spille, perle, nastri e capelli posticci.

Anche le calzature (fig. 2) ovviamente variavano in base alla classe sociale, potevano essere basse o alte alla caviglia, solitamente in pelle o in cuoio, mentre le donne nobili potevano averle anche in stoffa. Particolare era l’uso delle “zeppe”: una sorta di zoccoli in legno che venivano indossati per evitare che la calzatura si sporcasse e rovinasse entrando in contatto con la terra.

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Dopo tutte queste spiegazioni storiche, tocca a voi! Riproducete la vostra personale dama del ‘400!

 

CREIAMO IL NOSTRO MUSEO A CASA

Vi siete mai fermati a pensare che cosa sono i musei e perché esistono?
I musei conservano memorie preziose, ci raccontano storie, ci mostrano il bello.

Anche le nostre case possono essere piccoli musei, perché oguno di noi raccoglie e conserva oggetti che considera importanti, che ricordano importanti momenti del passato o del presente, e magari ci racconteranno in futuro la nostra storia anche quando la memora non ci assisterà più.

Magari non ve ne siete resi conto, ma anche voi da quando siete nati state costruendo un piccolo museo della vostra storia. E allora perché non dedicargli un posto speciale?

Prendete un pannello in compensato leggero, appeso o fissato al muro, un posto dove “raccogliere” cose bellE da guardare: riviste, immagini da vecchi libri, disegni, piccoli ricordi della vostra e specialissima storia… e perché no, chiedete anche a mamma e a papà di collaborare con voi, così potete costruire insieme un piccolo museo dei ricordi della vostra famiglia.

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Questo è il nostro! Il vostro com’è??

 

I COLORI FATTI IN CASA

Ciao bambini!
Siete pronti a fare un po’ di pasticci con i colori? Ecco una ricetta per voi!
Quando avrete realizzato il vostro capolavoro, non dimenticatevi di attaccarlo nel Pannello dei Ricordi che abbiamo fatto insieme!

INGREDIENTI:
4 cucchiai di zucchero
120 ml di amido di mais (maizena)
240 ml di acqua fredda
colori alimentari o colori naturali q.b.
sapone liquido
contenitori con tappo o pellicola per alimenti
carta da pacchi o cartelloni resistenti

PROCEDIMENTO

Mescolate zucchero, acqua, e amido di mais in un tegamino. Fate cuocere a fuoco lento, mescolando sempre. Quando il composto bolle, sempre mescolando, lasciate bollire 5 minuti a fuoco minimo.

Aggiungete poi una piccola quantità del colore scelto e una goccia di sapone liquido e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

Il colore o i colori possono essere versati in piccoli barattoli o in recipienti più ampi se si vogliono usare le mani per disegnare.

Attendete che il colore sia appena tiepido o freddo prima di utilizzarlo. Predisponete a questo punto un foglio di carta da pacchi, utilizzato dalla parte ruvida, e fissatelo con lo scotch al piano di lavoro, che dovrà essere dell’altezza adeguata all’età del bambino, o direttamente sul pavimento.

Terminata l’attività, se i barattolini hanno il tappo, richiudeteli oppure coprite con pellicola alimentare e conservate in frigorifero per 7 giorni al massimo.

 

I COLORI PRIMARI, SECONDARI E TERZIARI

Continuiamo a parlare dei colori e vi spieghiamo la classificazione in colori primari, secondari e terziari. Divertiamoci a trovare le giuste combinazioni per scoprire tutta la tavolozza di colori utilizzata da Piero della Francesca e coloriamo con le tempere la nostra Madonna del Parto scaricabile nella sezione “DA COLORARE”

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COLORI CALDI E COLORI FREDDI E COMPLEMENTARI

Continuiamo a parlare dei colori e vi spieghiamo la classificazione in colori caldi e colori freddi e complementari.
Per imparare a riconoscerli dobbiamo affidarci alle sensazioni che ci trasmettono: come vi sentite quando contemplate un cielo stellato? Oppure quando mangiate una bella fragola succosa?
Dopo aver letto le schede, colorate la nostra Madonna del Parto con i colori caldi e freddi e mandateci le foto dei vostri capolavori!

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Due colori sono complementari quando si trovano sul lato opposto del cerchio cromatico. A questo proposito, dai un’occhiata al cerchio di Itten che trovi sulla scheda (fig.1)

• giallo e viola sono complementari (giallo è complementare di rosso magenta + blu ciano)
• rosso magenta e verde sono complementari (rosso magenta è complementare di giallo + blu ciano)
• blu ciano e arancio sono complementari (blu ciano è complementare di rosso magenta + giallo)
Se ci hai fatto caso, i colori complementari contengono tutti e tre i colori primari: uno è il colore primario stesso, gli altri due si trovano sommati nel colore secondario, ottenuto appunto dalla loro unione.
Sembra complicato vero?! Per familiarizzare con questo concetto, prova a giocare con il cerchio dei colori. Cerca l’opposto di ogni colore sul cerchio e … Troverai il suo complementare! (fig.2)

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…E ORA PASTICCIA CON I COLORI!

Concludiamo i nostri lavoretti sui colori e la loro classificazione. Vi proponiamo due progetti per divertirvi con carta, forbici e tantissimi colori!
Vogliamo farvi notare l’importanza del CONTRASTI di colore, anche all’interno di un dipinto: l’intensità e la forza di un colore dipende molto dall’influenza del colore vicino.

Già nel Quattrocento i pittori conoscevano l’importanza dei contrasti. Se guardiamo la nostra Madonna del Parto notiamo infatti che il pittore ha utilizzato il rosso della veste dell’angelo in contrasto con il verde dei calzari (verde e rosso sono colori complementari) e viceversa per l’angelo opposto.

Ora divertitevi con i mini laboratori con le  schede DA SCARICARE qui sotto!

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LABORATORIO N. 2

LABORATORIO N. 3
Un’attività di catalogazione, per creare un vero e proprio schedario di frutta, verdura e di tutto quello che desiderate da associare ai colori caldi e freddi!Raccogliete tanti giornali, riviste, stampe , usate forbici e colla per ritagliare quello che vi interessa e create il vostro piccolo schedario… magari con l’aiuto della mamma e del babbo!

Il limone, di che colore è? E’ un colore caldo o freddo? Il mare, caldo o freddo?
Qui sotto un breve esempio, e buona ricerca!

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COLTIVA LA FANTASIA!

Vi proponiamo un’attività per coltivare la fantasia artistica che c’è in ognuno di noi: “Il mio ritratto naturale, l’Arcimboldo dei bambini”.
L’essere umano ha un antico legame con la natura. Un artista in particolare, “naturalizzando” il modo di vedere l’essere umano, ha fatto delle forme naturali l’essenza della raffigurazione umana: l’Arcimboldo.

Ecco l’occorrente per il laboratorio:
– Fotocopia in bianco e nero della foto di un viso
– Forbici e colla vinilica
– Volantini e giornali con immagini di frutta e verdura

Ecco come procedere:
Procuratevi la foto del di un viso, il vostro oppure di un familiare o di un amico. Fate una fotocopia in bianco e nero in formato A4.
Ritagliate immagini di frutta e verdura di colori e dimensioni varie da riviste e volantini dei supermercati cercando una grande varietà di forme, colori, generi.
Incollate le forme ritagliate sul volto, seguendo i lineamenti, e “riempite” con gli elementi naturali i tratti del viso, i capelli, dando sfogo alla fantasia con i colori. Il naso può essere una zucchina, gli occhi i pomodori e i capelli un groviglio di foglie.
Buon divertimento!

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Il nostro esempio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL BIGLIETTO POP UP DI NATALE!

Quando nel nostro museo si inizia a respirare aria di feste e magia, abbiamo pensato  di realizzare insieme a voi un biglietto di Natale da regalare a chi amate!
Ovviamente l’immagine di partenza che utilizzeremo è il nostro affresco della Madonna del Parto.

Procuratevi colla, forbici, colori e tanta fantasia!

Mi raccomando, non dimenticatevi di aggiungere i vostri auguri e di firmare il vostro bigliettino!

 

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Fase 1

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Fase 2

 

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Il nostro risultato finale

 

ESPLORIAMO INSIEME CON LA LENTE D’INGRANDIMENTO

Un’opera d’arte è sì una totalità da ammirare nel suo complesso, ma è anche composta da tanti piccoli dettagli che, messi insieme dalla mano esperta dell’artista, ne caratterizzano l’unicità e l’irripetibilità, proprio perché frutto di scelte e associazioni soggettive.
Prima di tutto, guardate in casa e scegliete una bel quadro/ stampa che vi affascina particolarmente e poi seguendo le istruzioni qui sotto, costruite una grande lente! Vi servirà appunto per esplorare e individuare i dettagli del quadro/stampa scelti!
Buon divertimento, piccoli avventurieri!

OCCORRENTE:

Cartone resistente o pezzi di cartone

Colla vinilica / pennarello /forbici

Nastro adesivo /pinzatrice

Fogli di acetato bianco o colorato di dimensioni A4

Coperchi di due dimensioni non molto diverse

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Scrivete ora intorno alla nostra grande lente alcune parole chiave: colore, linea, luce, dimensione.

BUON DIVERTIMENTO, PICCOLI ESPLORATORI!

 

 

 

 

 

 

LA MODA AI TEMPI DI PIERO (seconda parte)

Torniamo a parlare di moda femminile!  Vi ricordate quando vi abbiamo parlato della veste della Madonna del Parto?

Oggi, grazie alla visione di un’altra opera di Piero della Francesca vi spieghiamo come potevano apparire diverse le vesti a seconda delle classi sociali.
Quando siete in un museo ricordatevi di guardare sempre ogni dettaglio, scoprirete che ogni pennellata può insegnarci qualcosa!

Date insieme a noi un’occhiata ai ritratti dei duchi di Urbino, oggi esposti nella Galleria degli Uffizi a Firenze: Battista Sforza e Federico da Montefeltro.

Il XV secolo era un periodo con forti distinzioni sociali e gli abiti erano uno dei mezzi tramite i quali questa differenza veniva manifestata. Iniziarono a diffondersi delle leggi, chiamate Suntuarie, che regolavano l’abbigliamento di determinati gruppi sociali obbligandoli a indossare segni distintivi.

136652514_3917781644922465_2779705670278152949_nLa “ricchezza” dell’abito, oltre alla stoffa utilizzata per realizzarlo, veniva definita anche grazie al processo di tintura con cui veniva colorato. Le tinture potevano essere di natura vegetale, minerale oppure animale. Per esempio si va da un indaco ottenuto dalla pianta del guado o al rosso mattone ottenuto dalla pianta della robbia. Anche il tipo di colore che si voleva ottenere aumentava il valore dell’abito: il colore nero di cui è vestita Battista Sforza era frutto di più tinture successive, più “passaggi” che rendevano il nero un colore pregiato.

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Specie negli abiti femminili, la ricchezza si sfoggiava anche con l’uso di maniche differenti rispetto al resto dell’abito. Le maniche della veste erano spesso staccabili, fatte in stoffa diversa, colori diversi e spesso ricamate sontuosamente.
Le maniche potevano quindi essere cambiate e sostituite per dare look differenti (da qui, nasce il detto “è un altro paio di maniche..!)

Nel dittico di Piero della Francesca, lei sfoggia un abito nero con maniche molto decorate.

Stando a quanto detto nel post precedente, e considerando il grande volume di stoffa necessaria per un abito femminile, la Duchessa si portava addosso un bel patrimonio!
Vediamo che anche la pettinatura della duchessa è molto elaborata, a differenza della dama rappresentata nella Madonna del Parto: le donne sposate popolane usavano bendare i lunghi capelli arrotolati, generalmente, in due torciglioni successivamente annodati all’estremità del capo o dietro il collo.

Le donne nobili invece potevano sbizzarrirsi con acconciature più complicate, grazie all’utilizzo di accessori come cuffie, veli, spille, perle, nastri e capelli posticci.

Per chi ancora non si è cimentato in questa attività, è arrivato il momento! Avete a disposizione tanti spunti e idee per la realizzazione della vostra bambolina! Prestate attenzione al discorso all’acconciatura: cambia se avete pensato ad una donna del popolo oppure a una duchessa!