Collezione

Velio Ortolani inizia a raccogliere bilance nei primi anni ‘60, quando aveva poco più di trent’anni. La prima bilancia è una stadera piegata e arrugginita che si trovava in un mucchio di ferri vecchi. Da allora la ricerca non si è mai fermata e oggi la collezione Ortolani è composta da un numero indefinibile ma enorme di bilance, bascule e stadere alle quali si aggiungono chiavi e serrature antiche, altra grande passione dell’instancabile collezionista. La sua attenzione si è sempre rivolta principalmente agli oggetti forgiati in ferro, perché unici e soprattutto testimoni delle capacità e dell’intelligenza di chi le ha costruite. L’accorgimento adottato da un fabbro per superare qualche difficoltà tecnica, il gusto di un armaiolo nel decorare la sua creazione, il particolare nascosto che racconta qualcosa sull’uso di un oggetto: sono questi i criteri che Ortolani usa per stabilire se una bilancia va acquistata oppure no. Ben presto l’attenzione si rivolge anche a bilance più “industriali”, prodotte in serie ma comunque significative e particolari. Si tratta comunque di oggetti belli, perchè l’estetica è una peculiarità evidente della collezione, e se non unici tuttavia rari, perché soggetti alla dispersione del tempo. Ortolani con la sua opera di ricerca ha sottratto all’oblio e alla distruzione centinaia e centinaia di oggetti, e oggi la sua collezione è una delle più importanti al mondo per numero di pezzi, tipologia e arco cronologico rappresentato. La collezione comprende oggetti di particolare pregio e bellezza. Ne è un esempio una splendida bilancia a bracci uguali francese del XVII secolo con i suoi splendidi piatti in bronzo, completata da un sontuoso cavalletto. Per abilità tecnica e gusto nella decorazione i due oggetti sembrano l’opera di un orafo. Le gambe del cavalletto presentano una decorazione così raffinata che sembra un intarsiatura, quando in realtà il particolare è stato sapientemente forgiato e richiuso.

La stessa abilità tecnica si riscontra in una stadera da ingrosso alimentare, vero e proprio esempio di bellezza unita alla precisione. Oltre alla delicatezza di alcuni particolari del “romano” (vale a dire il peso scorrevole che determina il valore della pesata), della terminazione del braccio corto, dei ganci e delle catene, questo oggetto risalente al XIX secolo presenta un giogo di sospensione dei piatti particolarmente interessante. Ha una forma di spirale quadrata, ed è stato realizzato con la forgiatura e senza saldature. Un lavoro lento e difficile, che ha suscitato l’interesse di Velio Ortolani facendo si che questa stadera entrasse a far parte della collezione. Anche gli oggetti più “seriali” mostrano particolari che meritano di essere osservati con attenzione. La serie di piccole stadere da erboristeria con basamento in marmo sono un piacevole esempio di stile Art Nouveau, con il braccio di sospensione che si raccorda elegantemente alla morbidezza delle forme del marmo. Hanno una “portata” limitata, perché servivano per pesare oggetti leggeri e delicati, proprio come il loro aspetto. Molto significativa è la bilancia analitica della ditta Galileo Sartorius di Milano. Creata per pesare quantità infinitamente piccole di materiali chimici, presenta un complesso sistema di leve che le garantiscono maggior precisione. Come le altre bilance analitiche di precisione è chiusa in una teca in vetro dotata di sportellini, per evitare l’azione dell’aria sui piccoli piatti. Questo oggetto particolarmente sofisticato dispone anche di un sistema manovrabile dall’esterno che consente di posizionare attraverso una piccola leva i pesi milligrammi sul piatto senza dover aprire la teca.