La Madonna del Parto è una delle espressioni più alte del Rinascimento.
La Madonna è incinta e, in piedi al centro di un baldacchino di prezioso broccato, si mostra a chi la guarda. E’ disposta di tre quarti, perché risulti ancora più evidente la sua gravidanza ormai avanzata e con la mano destra si accarezza il ventre, con un gesto di pudore e protezione ma anche di consapevole fierezza.
Gli occhi sono abbassati sul ventre ma la sua espressione sembra quasi presagire il destino del figlio che porta in grembo.
Due angeli, simmetrici e speculari nei colori e nel disegno, con un gesto deciso e rapido aprono la tenda del baldacchino affinché i fedeli possano contemplare la Vergine, maestosa, solenne e allo stesso tempo umile, con la mano sinistra poggiata sul fianco e la veste leggermente scostata.
La Madonna del Parto è una delle espressioni più alte del Rinascimento.
La Madonna è incinta e, in piedi al centro di un baldacchino di prezioso broccato, si mostra a chi la guarda. E’ disposta di tre quarti, perché risulti ancora più evidente la sua gravidanza ormai avanzata e con la mano destra si accarezza il ventre, con un gesto di pudore e protezione ma anche di consapevole fierezza.
Gli occhi sono abbassati sul ventre ma la sua espressione sembra quasi presagire il destino del figlio che porta in grembo.
Due angeli, simmetrici e speculari nei colori e nel disegno, con un gesto deciso e rapido aprono la tenda del baldacchino affinché i fedeli possano contemplare la Vergine, maestosa, solenne e allo stesso tempo umile, con la mano sinistra poggiata sul fianco e la veste leggermente scostata.
La Madonna del Parto e Monterchi sono legate da una storia profonda che affonda le radici nella metà del Quattrocento, quando Piero della Francesca, in ricordo della madre nativa del borgo, realizzò l’affresco nella chiesa di Santa Maria di Momentana, situata alle pendici del colle di Montione, luogo anticamente dedicato a culti della fertilità. L’opera, databile tra il 1450 e il 1465, fu dipinta sopra un precedente affresco trecentesco raffigurante una Madonna col Bambino, scoperto nel 1911 durante lo stacco del capolavoro per motivi di tutela.
Nel corso dei secoli, la Madonna del Parto ha attraversato vicende travagliate: la chiesa originaria fu in parte demolita nel 1785 per far posto al cimitero, e l’affresco subì i danni di due terremoti, nel 1789 e nel 1917. In quest’ultima occasione l’opera fu messa in salvo presso una famiglia locale, per poi essere trasferita temporaneamente a Sansepolcro e ricollocata a Monterchi nel 1922. Durante la Seconda guerra mondiale la popolazione difese l’affresco, temendo che fosse portato via, arrivando a insorgere contro le autorità inviate per metterlo in sicurezza.
Dopo la guerra seguirono restauri e modifiche alla cappella, tra cui il cambio di orientamento nel 1955-56 che alterò le condizioni di luce originali. Negli anni Novanta, in occasione del quinto centenario della morte di Piero della Francesca, la Soprintendenza di Arezzo affidò a Guido Botticelli un restauro conservativo che ha permesso al capolavoro di giungere fino a noi, testimone intatto dell’arte e del genio di Piero e dell’identità profonda di Monterchi.
La Madonna del Parto e Monterchi sono legate da una storia profonda che affonda le radici nella metà del Quattrocento, quando Piero della Francesca, in ricordo della madre nativa del borgo, realizzò l’affresco nella chiesa di Santa Maria di Momentana, situata alle pendici del colle di Montione, luogo anticamente dedicato a culti della fertilità. L’opera, databile tra il 1450 e il 1465, fu dipinta sopra un precedente affresco trecentesco raffigurante una Madonna col Bambino, scoperto nel 1911 durante lo stacco del capolavoro per motivi di tutela.
Nel corso dei secoli, la Madonna del Parto ha attraversato vicende travagliate: la chiesa originaria fu in parte demolita nel 1785 per far posto al cimitero, e l’affresco subì i danni di due terremoti, nel 1789 e nel 1917. In quest’ultima occasione l’opera fu messa in salvo presso una famiglia locale, per poi essere trasferita temporaneamente a Sansepolcro e ricollocata a Monterchi nel 1922. Durante la Seconda guerra mondiale la popolazione difese l’affresco, temendo che fosse portato via, arrivando a insorgere contro le autorità inviate per metterlo in sicurezza.
Dopo la guerra seguirono restauri e modifiche alla cappella, tra cui il cambio di orientamento nel 1955-56 che alterò le condizioni di luce originali. Negli anni Novanta, in occasione del quinto centenario della morte di Piero della Francesca, la Soprintendenza di Arezzo affidò a Guido Botticelli un restauro conservativo che ha permesso al capolavoro di giungere fino a noi, testimone intatto dell’arte e del genio di Piero e dell’identità profonda di Monterchi.
Dal 18 Dicembre 2021 il capolavoro di Piero della Francesca,
custodito nel borgo medievale di Monterchi, avrà una migliore fruizione grazie a iGuzzini Illuminazione.
Da questa data sarà possibile ammirare l’affresco sotto una nuova luce.
Vi aspettiamo ai Musei Civici Madonna del Parto!